La Stella Ribelle… Le Sfere di Dyson

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Nel mondo accademico non si parla di altro ormai da mesi scienziati che si esaltano credendo di aver trovato le traccie di una civiltà aliena evoluta, altri che si affrettano a smentirli, chi dichiara di avere la soluzione, ma insomma qualè la verità?
La missione della NASA Kepler è impegnata nella ricerca e l’osservazione di pianeti extrasolari. Il suo metodo di rivelazione principale si basa sulla variazione della luce delle stelle. Quando un pianeta passa tra noi e la stella ne oscura, in parte minima la luce. Più grande il pianeta, più la luce della stella diventa fioca. Inoltre, dalla durata e dalla periodicità di questa micro-eclisse, si può anche risalire – tramite le leggi di Keplero – sia all’orbita del pianeta che alla forma del sistema stellare.

Fino ad ora Kepler ha scoperto parecchie centinaia di pianeti, dai più grandi giganti gassosi come Giove e Saturno ai più piccoli rocciosi come la super terra di qualche tempo fa. Queste informazioni ci hanno permesso di comprendere meglio i meccanismi di formazione ed evoluzione non solo degli altri sistemi solari ma anche del nostro.Vi è stato dato grande risalto per la notizia della (vecchia) rilevazione di un’anomalia nelle osservazioni di un particolare sistema, KIC 8462852, una delle stelle nella costellazione del Cigno, a circa 1500 anni luce da noi.
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In questo sistema sono stati, infatti, scoperti più “oggetti” che – con periodicità che vanno dai 20 agli 80 giorni – oscurano la luce della propria stella anche del 20%. Si tratta di un abbassamento di luminosità sconcertante se si pensa che un pianeta gassoso, tipo Giove, ne abbasserebbe la luminosità solo dell’1%. Inoltre le variazioni di luminosità sono molteplici e di varia intensità, facendo pensare che gli oggetti siano molti e di diverse dimensioni.
Escluso l’errore strumentale, un preprint analizza le varie possibilità dell’origine di questa anomalia: protonube planetaria o sciami di comete.
Nel 1964, l’astronomo sovietico Nikolaj Kardasev classificò le civiltà extraterrestri capaci di tali opere come di “tipo II”. Civiltà del genere avrebbero capacità tecnologiche capaci di far impallidire i nostri più avanzati impianti di produzione di energia. Come? Catturando appunto tutta l’energia prodotta dalla loro stella madre!
Tra le ipotesi che sono state avanzate c’è quella della sfera del geniale scienziato Freeman Dyson, ( Sfere di Dyson) che prese parte sia al progetto Manhattan, sia al progetto Orione per la realizzazione di astronavi a propulsione nucleare, ipotizzò che civiltà estremamente avanzate potessero catturare tutta la luce della loro stella costruendo una immensa sfera del raggio di centinaia di milioni di chilometri. La sfera potrebbe ruotare su se stessa generando così, per forza centrifuga, una gravità apparente. Le risorse e la tecnologia necessaria per costruire un tale oggetto sono, per noi, oltre l’impensabile, ma non per questo possono essere escluse a priori. La megastruttura sarebbe composta da un sistema di satelliti orbitanti capaci di imbrigliare l’energia solare per poi trasmetterla ad una stazione ricevente. Secondo Dyson, un opera del genere garantirebbe una lunga sopravvivenza ad una eventuale specie aliena, soddisfacendo ampiamente il crescente fabbisogno energetico di una civiltà tecnologica. Per Dyson «non c’è contraddizione fra uno spirito ribelle e un inflessibile perseguimento dell’ eccellenza in una disciplina intellettuale rigorosa»: in altre parole, nonostante quello che pensano i dandy del pensiero, la ribellione intellettuale e la competenza professionale possono benissimo andare d’ accordo. I detrattori di questa teoria ritengono che l’oggetto osservato in KIC 8462852 non può essere una Sfera di Dyson _freeman_dyson.300
“classica” perché è troppo piccola: una sfera completa dovrebbe racchiudere l’intera stella e quindi sarebbe completamente invisibile alla rivelazione di Kepler. Questa teoria è stata riproposta in un intervista al The Atlantic dall’astronomo americano Jason Wright, che lavora alla Penn State University.

Un altra ipotesi è stata quella di uno sciame di comete una sorta di nube di OORT che causerebbe la diminuzione della luce come una sorte di eclissi parziale.
Scrive l’astronomo e divulgatore Phil Plait su Slate, negli ultimi giorni una nuova serie di dati raccolti da Bradley Schaefer della Louisiana State University fornisce qualche elemento in più a riprova dello strano comportamento di KIC 8462852. Schaefer ha messo insieme tutte le osservazioni disponibili della stella dal 1890 al 1989, ricostruendo i suoi livelli di luminosità nel corso del tempo. La serie di dati rivela qualcosa di sorprendente: tra le prime e le ultime misurazioni, lungo quasi un secolo, la luminosità complessiva della stella è diminuita del 20 per cento. Si tratta di qualcosa di anomalo, considerato che KIC 8462852 è una stella di classe F V: più calda, massiva e grande del nostro Sole, ma tutto sommato placida e con un’evoluzione che richiede milioni di anni per compiersi, non certo secoli. Due stelle simili, valutate da Schaefer, nello stesso periodo sono rimaste sostanzialmente invariate, cosa che conferma che KIC 8462852 ha un comportamento diverso. Per Schaefer, però, l’ipotesi dello sciame meteorico non regge perché occorrerebbero qualcosa come 600.000 comete, ognuna di almeno 200 chilometri di diametro. Una condizione che Schaefer giudica altamente improbabile.
Gli americani si sono messi d’impegno per smontare l’ipotesi della civiltà aliena. Secondo loro basta fare il conto partendo dal fatto che KIC 8462852 ha un diametro di 1,6 volte quello del Sole: per bloccare il 20 per cento della sua luce dovrebbe esserci una cupola con una superficie di 750 miliardi di chilometri quadrati, 1.500 volte l’area della Terra. Un’impresa altrettanto “altamente improbabile”, anche per una civiltà molto avanzata.
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Dunque cosa ci rivelerà il futuro? Siamo soli oppure no?
Aveva ragione quel folle ribelle di Dyson oppure la natura ha ancora tanto da mostrarci e di cui stupirci?
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Attendiamo eventuali altre scoperte e nuovi dati per avere un’idea più chiara e forse definitiva in modo da capire il comportamento anomalo di questa stella, oppure aspettiamo un messaggio da ET.

Lasciate libero il telefono

Giuseppe Oliva – Team Mistery Hunters

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