La Cappella di San Severo


La cappella fu costruita dal principe Raimondo di Sangro (n. 1710 – m. 1771), alla sua epoca era etichettato come eccentrico per i suoi molteplici interessi nelle scienze. La sua fama mostra però anche dei lati bui, dovuti alle sue ricerche sull’occulto che diedero forma alle leggende su di lui fino ad attribuirgli la nomea di stregone.

La cappella di sua proprietà è stata ovviamente fonte di molte dicerie. È una costruzione semplice, di forma rettangolare, completamente affrescata, e impreziosita da stucchi e ori, in perfetto stile barocco. Nella cappella fanno bella mostra di sè molte statue e busti, raffigurate in strani atteggiamenti e dallo spiccato simbolismo.


Degne di particolare attenzione sono le “statue velate”, 3 statue che raffigurano corpi ricoperti da un velo, anche esso scolpito nel marmo ma che è assolutamente trasparente e mette in risalto le forme scolpite sotto di esso. Gli autori delle 3 statue sono Francesco Queirolo, Antonio Corradini e Giuseppe Sammartino. Al di là della grande bellezza e della perizia con cui sono scolpite, il mistero risiede nella tecnica di realizzazione ancora oggi sconosciuta e secondo gli esperti non riproducibile nemmeno con le attuali tecnologie. Va aggiunto che i 3 autori non hanno più realizzato nulla di paragonabile a queste 3 opere.

È al secondo piano che la cappella mostra il suo tesoro più misterioso, 2 figure umane, uomo e donna, scarnificate in modo da mostrare lo scheletro e una rappresentazione dettagliata del sistema circolatorio umano, rappresentato fino hai capillari!

Queste non sono sculture, infatti sarebbe impossibile scolpire con un tale livello di dettaglio. Sono il frutto in esperimento eseguito dal Principe, che le ha battezzate macchine anatomiche, il risultato è stato ottenuto pompando in circolo a 2 cadaveri del metallo liquido che si è in seguito solidificato, poi è stato sufficiente asportare tutta la carne. L’aspetto peggiore della cosa è che, secondo gli esperti, per ottenere un simile dettaglio, i soggetti dell’esperimento dovevano essere vivi quando il metallo a cominciato a circolare nelle loro vene, in modo che il flusso sanguigno lo portasse in giro per il corpo. Un altro particolare raccapricciante lo troviamo nella rappresentazione della donna, una schiava nera secondo il diario, nella quale osservando la cavità uterina si può notare la presenza di un feto, ora scomparso.


La leggenda
Una strana leggenda aleggia sulla morte del principe Raimondo, si narra che avesse scoperto una pozione che garantiva la rinascita dopo la morte e decise di provarla su se stesso. Alla sua morte diede l’ordine al suo servo di somministrargli la pozione. Le istruzioni prevedevano che il suo corpo dovesse essere fatto a pezzi e riposto in un baule, bagnato poi con la pozione. Il servo esegui gli ordini previsti, ma gli eredi del principe desiderosi di impossessassi di ogni ricchezza del defunto, trovarono il prezioso baule e impazienti di scoprire cosa contenesse lo forzarono prima del tempo previsto. La cosa disgustosa che ne uscì sembrava una larva con gli organi esposti, terrorizzati a morte gli eredi la fecero a pezzi, ponendo fine alla oscura e geniale rinascita del Principe Raimondo di Sangro.


La cappella è chiusa il martedì.

Oliva Giuseppe Team- Mistery Hunters

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