Cenni Storici sull’Alchimia

L’ALCHIMIA NEL MEDIOEVO.

Tralasciando le leggende, possiamo affermare che le origini storiche dell’Alchimia occidentale si collocano in Egitto nei primi secoli della nostra era. Come già detto, all’Egitto riconduce il nome dell’Arte ( da KEME) e quello del suo mitico fondatore, Ermete Toth oltre a documenti attendibili che confermano la tradizione.

Con il passare degli anni il  filone egiziano-alessandrino si arricchisce di elementi ellenistici e continua con il nome di Ermetismo nella letteratura gnostica pagana e cristiana. Dal V sec. d.C.

da Alessandria l’Arte passa a Bisanzio, ma è con gli Arabi, nel mondo Islamico, che l’Alchimia raggiunge il suo massimo sviluppo grazie all’opera di GEBER (VIII sec. d.C.), AL-RAZI e AL-FARABI(X sec. d.C.) per poi passare in Europa,sia attraverso la Spagna,sia  in seguito a contatti diretti fra Oriente ed Occidente attraverso le Crociate.

Nell’alto medioevo, a partire dalla fine del sec.XI, inizia in Occidente il periodo d’oro dell’Alchimia,che si protrarrà fino al Rinascimento: re, papi, principi,mercanti,scienziati,gente comune,si avvicinano a questa dottrina: molti con il miraggio di riuscire a realizzare la trasmutazione metallica,pochi con l’intento di esplorare e comprendere i segreti della natura.

Nell’ambito della cultura cristiana (S. Alberto Magno,XII-XIII sec,S. Tommaso d’Aquino, Ruggero Bacone, Arnaldo di Villanova, Raimondo Lullo, Nicola Flamel,Basilio Valentino, Bernardo Trevisano) l’Alchimia si presenta come una filosofia della Natura, contrassegnata da due aspetti fondamentali: la SEGRETEZZA e la presenza costante di un Momento Operativo, accanto a quello Teoretico. Essa era e rimane, nei secoli successivi, un’Arte di carattere squisitamente esoterico, con un linguaggio ed un simbolismo particolari.

In questo particolare periodo (inizio del sec. XII)  nasce l’Ordine dei TEMPLARI; nell’arte compare lo stile GOTICO e si sviluppa la FRANCA MASSONERIA, elementi,questi, che meritano un discorso a parte per la loro importanza nell’ambito della scienza alchemica.

Altro elemento importante è la nascita di una nuova scienza, parallelamente all’Alchimia, destinata ad evolversi in modo autonomo: la CHIMICA. Essa incomincia a svilupparsi ad opera dei cosiddetti

Spagiristi o Soffiatori,cioè degli aiutanti di laboratorio dei Filosofi che, basandosi sul significato letterale dei termini usati dai loro maestri(zolfo, sale, mercurio,antimonio, magnesia, etc.) presero

ad operare autonomamente con queste sostanze, facendole reagire fra di loro e realizzando, così,

molti dei composti chimici che oggi conosciamo e a cui nessuno nega una loro importantissima utilità. Ma l’Alchimia è una cosa diversa!

 

 

 

 

 

L’ALCHIMIA DAL RINASCIMENTO AD OGGI.

 

Durante il Rinascimento, con Paracelso, G.B. Della Porta e J.Dee,gli aspetti dll’Alchimia si orientano più nettamente in direzione di interventi tecnici di trasformazione del reale-profano, sebbene non venga a cadere l’istanza primaria ed esoterica di CONOSCENZA SACRA.

Dopo le controversie che opposero l’alchimista R. FLUDD (sec. XVII) al padre ed a KEPLERO,

variamente sostenitori di una ragione scientifica non occulta, compare il testo “Il Chimico Scettico” ( 1660) di BOYLE, che segna la divaricazione fra Alchimia e Chimica, rivendicando a quest’ultima limiti razionali,linguaggio chiaro,attività estranee al rito. L’Alchimia, però, non perde vitalità e di

ciò fa fede l’imponente mole di manoscritti alchemici di NEWTON(1642-1727) e la nascita ufficiale della MASSONERIA, nel 1717, con la prima Grande Loggia Inglese.

La riscoperta del pensiero alchemico non come preistoria della Chimica, ma come modalità autonoma di rapporti gnoseologici tra Uomo e Natura, ha luogo dopo il tramonto dll’Illuminismo

che affermava che le operazioni dell’Alchimia, quando sono meglio conosciute,perdono il carattere strano che le caratterizza e rientrano nel novero delle operazioni chimiche.

E’la scienza del Romanticismo a nutrire grande interesse per l’Alchimia, come ambito di linguaggio comune tra uomo e natura. In tempi più recenti il pensiero alchemico diventa stimolo e punto di riferimento, di volta in volta dichiarato o taciuto,delle riflessioni di diversi filosofi:M. Merleau-Ponty(Fenomenologia della percezione-1945) , G.Bachelard(Materialismo razionale-1953).

Anhe Jung vuole esprimere il suo pensiero in proposito e con “Psicologia ed Alchimia” (1944)afferma che il grande merito degli alchimisti sarebbe la scoperta dell’INCONSCIO.

 

Enrico Iaccino – Team Mistery Hunters

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