IL MITO DI SHAMBHALA

Shambhala,nel buddhismo tibetano è un luogo mitico situato sotto la catena montuosa dell’Himalaya. Esso viene citato in vari testi antichi come il Kalachakra Tantra e gli antichi testi della cultura Zhang Zhung, precedente all’arrivo del buddhismo nel Tibet.
Shambhala (in tibetano bde ‘byung) è un termine sanscrito che significa “luogo di pace/tranquillità/felicità”. Si dice che lo stesso Buddha abbia insegnato il Kalachakra su richiesta del re Suchandra di Shambhala: i suoi insegnamenti sarebbero conservati là. Shambhala sarebbe una società dove tutti gli abitanti sono illuminati, con al centro una capitale chiamata Kalapa. La tradizione narra che questa terra nascosta non è raggiungibile se non da iniziati o individui dediti alla resurrezione spirituale dell’umanità. Il suo centro è la celebre torre di Giada, posta in una antica città (Kalapa) riscaldata da acqua calda proveniente da ruscelli sotterranei, dove il vapore generato, formando vaste nubi, impedisce di scorgere la città stessa dall’alto. Vari gruppi di esploratori recatisi in Himalaya hanno confermato di aver allestito campi nei pressi di sorgenti calde in cui si alimentava una ricca vegetazione, in contrasto con le zone brulle e ghiacciate circostanti. Oltre che dai tibetani anche russi, cinesi e indiani tramandano tradizioni simili con altri nomi sull’esistenza di una dimora di uomini e donne perfetti, che vivono in costante presenza di energie di un altro mondo.

Per quanto riguarda l’occidente agli inizi del I secolo ne fornisce una testimonianza Apollonio di Tiana nel corso del suo viaggio in India come riportato nella sua biografia Vita di Apollonio di Tiana di Flavio Filostrato. In base a questi resoconti Apollonio si sarebbe trattenuto per diversi mesi in un paese trans-himalayano dove sarebbe venuto in contatto con «…uomini estremamente saggi che hanno il dono della preconoscenza…» e dai quali rimase particolarmente colpito per i traguardi scientifici e mentali dei suoi abitanti, a tal punto che si limitò ad annuire quando il loro re gli disse «Chiedici quel che vuoi, poiché ti trovi tra persone che sanno tutto».

Un’antica leggenda associa Shambhala con l’Impero di Sriwijaya, in cui il maestro indiano Atiśa fu allievo di Dharmakirti, che gli impartì l’iniziazione del Kalachakra. Secondo questa versione, nella città dimorerebbe il “Re del Mondo”, che ha controllo sul destino dell’intera umanità.

Nel 1626 due gesuiti portoghesi, João Cabral ed Estêvão Cacella partirono dall’India per trovare la mitica Shambhala, ma non raggiunsero lo scopo, anche se il loro viaggio fu molto utile per le conoscenze fatte; essi furono i primi europei ad raggiungere (ed a soggiornarvi per parecchi mesi) nel Buthan.[senza fonte]

Tra il maggio 1938 e l’agosto 1939, cinque membri delle Waffen-SS della Germania nazista si recarono in Tibet per accertarsi della veridicità della leggenda e per trovare elementi che accomunassero il popolo tedesco a quello di Shambala.

La profezia di Shambala sulla futura guerra di Shambala si diffuse nel X e XI secolo quando l’India veniva invasa dagli eserciti islamici e sui monasteri buddisti gravava la minaccia di una completa distruzione e la perdita disastrosa dell’insegnamento; una catastrofe che purtroppo poi si avverò come predetto. Divenne così pressante raccogliere la vasta conoscenza esoterica del tantrismo in un corpo d’insegnamenti il più significativo possibile da tramandare ai discepoli. Questo Tantra è appunto quello di Kalachakra, che si distingue dagli altri per il suo carattere enciclopedico. Viene anche chiamato il “Tantra esplicativo” perché spiega in modo dettagliato la pratica mistica e filosofica buddista inquadrata in una visione cosmologica che raccoglie tutto il sapere religioso di tutti i tantra buddisti.Una delle ragioni per cui S. S. il Dalai Lama conferisce periodicamente l’iniziazione di Kalachakra si trova nella profezia, contenuta nel Tantra stesso, in cui si afferma che coloro che la ricevono rinasceranno durante il regno del venticinquesimo re di Shambala, pronti ad ottenere la completa illuminazione grazie alla pratica di meditazione di questo Tantra.Secondo questa tradizione attualmente a Shambala sta regnando il ventunesimo Kulika (re). La profezia dice che durante il regno del venticinquesimo Kulika il nostro mondo verrà travolto da un conflitto di enormi proporzioni (presumibilmente intorno al 2424) preceduto da carestie, epidemie e disastri naturali. L’umanità avrà perduto quasi completamente il senso della spiritualità e sarà rivolta unicamente alla bramosia della ricchezza e del potere. A quel punto la terra si troverà vicino alla distruzione totale e il regno di Shambala sarà costretto a manifestarsi per salvare il salvabile: l’esercito del Rudrachakrin (l’imperatore universale) uscirà dai confini del regno mistico per sostenere una guerra aperta. Il segno dell’avvenimento verrà dato da “grandi ruote di ferro che scenderanno dal cielo”: le armi di Shambala. I combattimenti più violenti avverranno nei pressi della Mecca, in Persia e forse in Turchia. Verranno usati mezzi bellici molto sofisticati, e alla fine Shambala avrà la vittoria definitiva. Sotto la guida del suo sovrano, che in concentrazione meditativa saprà creare un magico irresistibile esercito accompagnato dalle reincarnazioni di molti importanti maestri del passato, gli avversari verranno sconfitti. Si dice anche che tutti coloro che hanno ricevuto l’iniziazione di Kalachakra faranno parte dell’esercito di Shambala che salverà il mondo trasformandolo in un nuovo paradiso.
Giuseppe Ceddia

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One thought on “IL MITO DI SHAMBHALA

  1. Si, conosco, e posso dirvi di piu’, che in ogni guerra, in ogni piccolo conflitto, vi è sempre alle spalle qualcosa che combatte per i . Solo oggi si scopre, che non c’è nulla di favolistico op magico, è soltanto che l’umano è arrivato ( dopo molte tribolazioni), ad una conclusione : si afferma con documenti alla mano, che i miti sugli dei non erano poi, del tutto infondati. I popoli antichi, di qualsivoglia nazione, hanno sempre parlato, scritto, e dipinto dei, op di un dio, sia la cristianita’,sia l’islamismo ed altre fedi, ma vi sono studi portati avanti da scienziati e ricercatori coraggiosi , i quali hanno dimostrato di aver finalmente ripreso un filo interrotto secoli e secoli fa, ossia : che i presunti sono davvero esistiti, ma non sono dei, e che questi sono qui’ tra noi, senza che la popolazione mondiale si accorga di nulla, se non quando lo vogliono loro. Le guerre in atto non smentiscono questo….anzi….. Bisogna guardare lontano, piu’ lontano di quanto la nostra vista, e la nostra mente riesce a capire, curiosita’ è questa la molla che assieme ad altre componenti, riuscira’ a far si che l’umano percepisca e ne capisca di piu’, su tutto quello che lo circonda. Ross[?]

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