RIPORTARE IN VITA I MORTI E’ (FORSE) POSSIBILE

frankenstein_lab_w1Riportare in vita i defunti, sconfiggere definitivamente la morte e la malattia, rendere l’uomo più forte dell’oblio e farlo diventare qualcosa di più evoluto dell’uomo; un nuovo passo nel processo evolutivo. Sogni e incubi partoriti dalla fantasia umana, a partire dal romanzo “Frankenstein o il moderno Prometeo” di Mary Shelley. Forse, però, quel romanzo non fu opera di sola fantasia: probabilmente la Shelley prese spunto per la sua tremenda storia da esperimenti di cui si vocifera in tutta Europa. Gli Illuminati contavano tra i propri adepti un nutrito numero di scienziati e di menti illustri, praticamente i migliori cervelli presenti in quel periodo. Secondo alcune testimonianze dell’epoca, tra gli obiettivi degli Illuminati vi era quello di sconfiggere definitivamente la morte… in parola povere, gli autorevoli scienziati erano impegnati nella ossessiva ricerca di un metodo per riuscire a riportare in vita i morti. Con ogni probabilità, la Shelley prese spunto da queste voci ricorrenti negli ambienti culturali dell’Europa del XIX° secolo. Se il romanzo racconta elementi di pura fantasia (anche se alcuni documenti sembrano provare che alcuni scienziati abbiano in effetti messo in atto degli esperimenti per riportare in vita i cadaveri, con i risultati che non verranno mai rivelati) ciò di cui si parla in questo articolo non lo è affatto, anzi… probabilmente stiamo per entrare in una Nuova Era.

Frankenstein's_monster_(Boris_Karloff)Secondo quanto sostenuto dal professor Sam Parnia della Stony Brook University School of Medicine degli Stati Uniti riportare in vita i morti sarebbe davvero possibile, anche se vanno fatte alcune precisazioni. Nel suo libro “Cancellare la morte: la scienza sta riscrivendo i confini tra la vita e la morte” il professore spiega come i progressi scientifici degli ultimi anni rendano possibile quello che è sempre stato il grande desiderio della razza umana. Parnia sostiene che  quando una persona muore si trasforma in cadavere solo dopo che le sue cellule cerebrali iniziano a morire, e ciò avviene dopo un considerevole lasso di tempo dalla fine delle funzioni vitali del corpo. Ed è proprio in quel lasso di tempo variabile che la scienza può intervenire per tentare il miracolo: Sam Parnia, come un moderno dottor Frankenstein, sostiene che la scienza ora è in grado di agire sulle cellule cerebrali manipolandone il processo, nel tentativo di rimettere in moto le funzioni vitali dell’organismo. Ovviamente la tesi dello scienziato è stato ferocemente attaccata e screditata da alti esponenti del mondo scientifico, ma questo non sembra intaccare la volontà ferrea del professore di continuare nei suoi studi.

Sarà forse possibile sconfiggere la morte e riportare in vita i cadaveri? Se fosse davvero possibile manipolare il processo delle cellule cerebrali, riusciremmo forse a riportare alla vita il corpo morto di un essere umano? E cosa potrebbe tornare indietro dall’aldilà, un uomo razionale oppure le sue capacità intellettive verrebbero irrimediabilmente compromesse? Domande a cui per ora, per quanto ne sappiamo, non abbiamo una risposta.

Vincenzo Abate

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