Un Pomeriggio a Montauro

Montauro – Chiesa


Epicentro di questa giornata all’insegna del mistero,è stata la Chiesa di San Pantaleone,  all’esterno troviamo l’ormai famosa frase: “Terribilis est locus iste…”, presente anche nella più famosa Chiesa di Rennes Le Chateau, ma eccovi un breve sunto della stessa trovato su internet, fatta da chi con occhio sicuramente più esperto di me sa descriverla molto bene: -“La chiesa di San Pantaleone, un edificio fortificato, posto su uno sperone roccioso, costruito non ad un solo livello ma a più piani. L’orientamento della costruzione, a pianta rettangolare, è perfettamente Est-Ovest, con l’ingresso ad Ovest e l’abside, semicircolare, rivolta ad Est. La torre campanaria, a base quadrata, un tempo si presentava più alta di alcuni metri rispetto a oggi, come si può osservare in un affresco della chiesa, subito a destra dell’entrata, risalente al XVIII secolo. Si può notare anche che nel muro esterno della chiesa (lato sud) vi è una parte di parete lavorata in modo diverso che dà l’impressione che in passato vi sia stato attaccato un corpo di fabbrica esterno ma congiunto alla chiesa stessa e ciò lo possono dimostrare i fori di pali ancora presenti e un affresco interno alla chiesa che porta la data del 1753.” – All’interno della stessa tutto si presenta in modo quasi normale, qualche simbolo ambiguo sparso qua e là , la disposizione dei Santi: Giuseppe, Rocco, Alessandro, Antonio e Lucia che “casualmente” con le loro iniziali formano la parola GRAAL, ed inoltre le statue di S. Giuseppe e della Madonna portano entrambe, esattamente come nella chiesa di Rennes le Chateau, il Bambino tra le braccia.

La particolarità enigmatica sta nel fatto che la Madonna tiene il Bambinello con in mano una rosa con i petali aperti, mentre il Bambino della statua di S. Giuseppe sorregge una mela, ripeto: ESATTAMENTE COME NELLA CHIESA DI RENNES LE CHATEAU!! E’ basta, nulla di più, e scusatemi se è poco!!!

Un altra cosa che si nota e che ti fa sentire estraneo all’ambiente è quel silenzio surreale presente fin dal momento in cui metti piede in paese e ti accompagna fin dentro la chiesa, rotto solo dalle parole pronunciate dal protagonista di questa storia, che tra poco conosceremo, “che ci fate qui??” e dalla nostra risposta: “ma la casa di DIO non era aperta a tutti?” che forse lo ha spiazzato un po’.. ma credetemi, non è il tipo da farsi spiazzare…

Altro particolare sono gli sguardi delle persone, per lo più anziani dalla faccia rude e dai visi scuri, a cui leggi negli occhi: “che ci fai qua!? Vai via, non sei il benvenuto!!” Queste persone incontrate per caso, sembravano essere la sparsi in un ordine casuale, ma strategico, in ogni punto, dietro ogni angolo, su ogni balcone, come se fossero le ultime guardie del tempio e di chissà quale mistero.

Ritorniamo al nostro ambiguo protagonista della nostra storia, il parroco della Chiesa, Don Leo a suo dire, Don Carmelo, per i pochi guardiani che hanno osato risponderci!!! Perché presentarsi con un altro nome?? Certo, potrebbe soffrire di Alzheimer e non ricordarselo, ma ne dubito. Subito pronto a smentire con documenti prestampati (ce ne ha dato copia e contengono dopo aver controllato numerose imprecisioni, e/o omissioni) che già aveva in tasca la storia dei templari, indicando date, luoghi, nomi come il miglior docente universitario di storia, e lanciando anatemi (in chiesa, nella sua chiesa!!) contro “quel’ invasato” (cosi lo ha definito, riferendosi presumibilmente al Dott. Pisano, autore di parecchie ricerche su quei luoghi) che si è inventato tutto!! Il nostro Don Templare, come lo chiamo io, si è presentato sfuggente alle nostre domande, evasivo nelle poche risposte che ci ha dato,e irremovibile davanti alla nostra richiesta di visitare il resto della chiesa.
Gargoyle
Un altra cosa molto strana, o forse no, è la presenza ben celata, ma visibile ad un occhio attento, di un sofisticato sistema di allarme con fotocellule sparse ovunque all’interno della chiesa!

Dopo aver visitato la chiesa, siamo andati alla Grangia, che si presentava in pessimo stato, e tenuta insieme nella sua maestosità, da una improvvisata opera ingegneristica molto approssimativa, fatta di cavi e barre metalliche per ingabbiare gli enormi muri prossimi al crollo, un opera di consolidamento che di ingegneristico ha ben poco, ma molto molto deturpante, cosa normale nel nostro miserabile territorio!! L’accesso e chiuso al pubblico, ma la curiosità ha prevalso sulla ragione (e anche sul rischio non poco elevato) e ci siamo addentrati accompagnati dal solito surreale silenzio, e dallo sguardo vigile di una poiana che sorvolava il complesso. All’interno non abbiamo notato nulla di rilevante a parte all’enormità dell’opera, con ponte levatoio, fossato, mura e torri difensive altissime, e numerose feritoie per cannone sparsi ovunque, il tutto un po esagerato per un semplice Granaio come lo ha definito il nostro Don Templare!!
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Tornando in paese, distante in linea d’aria poche centinaia di metri dalla Grangia, precisamente nel centro storico intorno alla chiesa, saltano subito all’occhio, senza nemmeno impegnarsi tanto nella ricerca, vari simboli, colonne. porticati, date, Gargoyle , incisi e scolpiti un po da per tutto, a testimonianza di un antica e misteriosa storia, che purtroppo per lui, il nostro Don Templare non può smentire e nascondere se non a colpi di piccone!!

Antonio Aricò, Antonino Brosio- Team Mistery Hunters

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