IL CASO ZANFRETTA, UNA VERITA’ AVVOLTA NELL’OMBRA

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Uno dei casi più controversi ed inquietanti di quella branca della ricerca che studia i cosiddetti incontri ravvicinati di esseri umani con entità biologiche extraterrestri. Seppur ad una mente razionale le storie di rapimenti alieni possano apparire come fandonie o comunque come esperienze fortemente influenzate dall’ambito culturale che può creare in alcuni individui la convinzione di trovarsi di fronte a fenomeni che in molti ritengono fantascientifici, in alcune circostanze risulta molto difficile liquidare la questione con leggerezza. Ci sono molti casi che lasciano dei dubbi molto forti anche nella mente dei più scettici che si trovano di fronte a dei dati oggettivi che difficilmente si possono accantonare in maniera sbrigativa; alcune volte, uno studio più approfondito dei dati raccolti può portare ad una verità che intacca in maniera devastante tutte le convinzioni scientifiche ritenute ufficiali, spalancando un vortice misterioso che mette a soqquadro diverse certezze, facendo tremare la terra sotto i nostri piedi ritenuti ben saldi su una crosta solida che rappresenta la realtà, che nello stato di adolescenza tecnologica in cui si trova l’umanità è in verità ancora cosi sottile e fragile, pronta a crollare sotto i colpi dell’ignoto che si manifesta con forza.

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A volte, gli uomini possono trovarsi di fronte ad una delle situazioni che rappresentano questo “spaventoso distacco dalla realtà come noi la conosciamo”, situazioni limite che ci mettono di fronte alle nostre paure più radicate. E’ quello che è capitato a Pier Fortunato Zanfretta, un ex metronotte passato alla storia come il protagonista di uno dei casi di incontri ravvicinati più clamorosi di sempre. Il caso Zanfretta ha appassionato moltissime persone, alcune trasmissioni televisive hanno anche trattato l’argomento in maniera forse un po superficiale, trasformando lo sfortunato protagonista della vicenda in una specie di icona commerciale da sfruttare per risollevare i dati d’ascolto. Un atteggiamento che, a parere di chi scrive, il signor Zanfretta non merita assolutamente, vista anche la grande dignità con la quale ha vissuto per tantissimi anni con una storia che, vera o falsa che possa essere, gli ha portato si popolarità ma anche lo scherno di coloro che non credono minimamente a certe storie. Zanfretta, colpito da aneurisma celebrale nel settembre 2012, rappresenta una figura drammatica ed al tempo stesso eroica di testimone di eventi inspiegabili costretto a vivere nell’indifferenza razionale della maggior parte delle persone. Ma individui disposti ad ascoltare la sua storia ce ne sono stati molti, ed il suo caso rimane ancora oggi sotto la lente d’ingrandimento, perché potrebbe trattarsi veramente di qualcosa di eccezionale e clamoroso.

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Secondo le testimonianze di Zanfretta, egli avrebbe vissuto all’incirca undici episodi di incontri ravvicinati del terzo e del quarto tipo, in un periodo di tempo compreso tra il 1978 e il 1981. Tutto ebbe inizio nel dicembre 1978 quando Zanfretta, all’epoca dipendente dell’istituto di vigilanza “Val Bisagno” di Genova, venne ritrovato in stato di choc. Il metronotte raccontò di essere venuto in contatto con un essere gigantesco, alto circa tre metri, ricoperto da una pelle grigiastra simile ad una specie di tuta, che ripartì a bordo di uno stranissimo oggetto luminoso triangolare. Sottoposto ad ipnosi regressiva, Zanfretta raccontò i dettagli della sua spaventosa esperienza: disse di essere stato trascinato sull’oggetto volante da quattro di queste creature orribili. Un vero e proprio rapimento alieno, con la povera vittima portata a bordo dell’astronave per una serie di esami e di esperimenti di cui possiamo solo ipotizzare il fine. In quei giorni i carabinieri raccolsero le parole di molte persone che affermarono di aver visto, proprio in quella notte in cui venne rapito Zanfretta, un enorme disco volante che volava in cielo.
Questa terribile esperienza che il metronotte visse si ripeté nel corso dei successivi 3 anni, portando lo sfortunato protagonista di nuovo a contatto con questi mostruosi esseri che, secondo la testimonianza di Zanfretta stesso, non somigliavano per niente ai minuti grigi che siamo abituati a vedere nei documentari e nei film di fantascienza. Gli alieni descritti da Zanfretta sarebbero di tipo rettiliano, dall’aspetto spaventoso, molto più alti di un essere umano, con occhi triangolari gialli.

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Secondo l’identikit tracciato da Zanfretta, questi esseri somigliano forse al terribile Predator, il protagonista di una fortunata serie di film di fantascienza. Possiamo solo immaginare il cieco terrore che deve aver provato il povero vigilante una volta trovatosi di fronte a queste creature, anche se come studiosi dell’ignoto e del paranormale dobbiamo sempre mantenere un certo distacco emotivo e tenere ben presente che la possibilità che la vicenda non sia reale ha validità esattamente come la tesi opposta, fin quando non verranno raccolte delle prove concrete che possano dimostrare inequivocabilmente una verità certa.
E forse una prova decisiva esiste, anche se non si sono mai avuti riscontri ufficiali: Zanfretta affermò di essere in possesso di una sfera trasparente contenente un tetraedro dorato che ruoterebbe in sospensione. Uno stranissimo oggetto donato dagli alieni a Zanfretta, un apparecchio capace di mantenere in contatto il protagonista della vicenda con gli extraterrestri. L’ex metronotte disse di aver nascosto l’oggetto in un luogo noto solo a lui, un posto in cui egli doveva recarsi di tanto in tanto richiamato da una oscura forza. Chiunque si fosse avvicinato troppo all’oggetto sarebbe stato immediatamente fulminato. Zanfretta affermò di aver provato anche a fotografare l’oggetto, che però non risultava mai nelle foto, quasi come se volesse rimanere nascosto tra le ombre dei nostri sensi, visibile solo al soggetto che era stato rapito e portato a bordo dell’astronave in diverse circostanze.
Nelle ultime circostanze in cui ha raccontato le sue incredibili esperienze, Zanfretta disse che gli alieni sarebbero tornati ancora una volta sul nostro pianeta, perché il loro intento sarebbe quello di osservare e studiare diversi pianeti nella quale trasferirsi in futuro. Egli, inoltre, affermò che questi extraterrestri provengono da un pianeta morente della “terza galassia” di nome “Titania”. Il loro nome, come razza, sarebbe quello di “Dargos”.
Il caso Zanfretta è uno dei più grandi avvenimenti legati alla fenomenologia delle abduction, certamente uno dei più conosciuti d’Italia. Una verità che ancora deve essere scritta.

Vincenzo Abate

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