BELLE GUNNESS – LA VEDOVA NERA

Belle Gunness foto

Una credenza comune nell’opinione pubblica vuole che gli omicidi seriali siano esclusiva di assassini di sesso maschile, mentre le donne sono destinate a recitare in eterno la parte delle povere vittime indifese. Ma gli studiosi dell’omicidio seriale cercano di indagare il fenomeno andando in fondo alla questione, procedendo con un approccio scientifico; da questo presupposto, vien fuori una realtà che in pochi immaginerebbero, infatti molti casi di omicidi seriali hanno visto come protagoniste donne, ma non nella parte delle vittime bensì del carnefice. E non solo, addirittura alcuni studiosi sostengono che le donne serial killer riescono a portare avanti per anni la catena di omicidi, in media molto più degli uomini, e per questo sono ancora più difficili da scoprire a livello investigativo. Le donne sono molto più furbe e attente degli uomini, e in un quadro patologico questa differenza viene rimarcata ancora di più. Prova ne è il fatto che l’arma preferita delle donne assassine è il veleno, un mezzo discreto, silenzioso, che non lascia tracce e permette di far catalogare la morte come naturale.

In questo articolo parleremo di una donna che è passata alla storia con il soprannome “La Vedova Nera”. Con il termine vedova nera si definisce la donna che uccide sistematicamente mariti e amanti; questo tipo di assassina è intelligente, manipolativa, paziente ed estremamente organizzata, inizia ad uccidere fra i 30 e i 40 anni, la maggior parte delle sue vittime sono uomini che hanno relazioni di tipo sessuale con lei o un qualche grado di parentela.

vedova nera

La “Vedova Nera” per antonomasia è sicuramente Belle Gunness, una donna norvegese il cui vero nome era Brynhild Paulsdatter Storset. Essa è stata la prima donna serial killer attiva sul territorio americano, ed è molto probabile che abbia evitato la cattura, riuscendo cosi a farla franca per i suoi numerosi crimini. Molti i delitti della Vedova Nera, si pensa che i suoi omicidi siano più di 40.

Brynhild nacque nel 1859 a Selbu, un piccolo comune norvegese, vivendo un’infanzia segnata dalla povertà. Ebbe anche dei problemi durante lo sviluppo, infatti non era un tipo di donna che i ragazzi amavano definire attraente, mastodontica nella sua altezza e molto robusta come corporatura. Questo le provocava uno stato di infelicità che, probabilmente, segnò la sua psiche. A 21 anni decise di emigrare negli Stati Uniti per cercare di migliorare la sua condizione di vita. Dopo qualche anno si sposò e si trasferì a Chicago. In seguito iniziarono le stranezze nella sua vita: diede fuoco al negozio che aveva aperto col marito visto che l’attività andava male, riuscì però a far passare la cosa come un incidente e riscosse cosi i soldi dell’assicurazione. Nello stesso periodo, la figlia primogenita Caroline muore di una malattia misteriosa, mai ben identificata, e ad accrescere i dubbi sulla fine della piccola vi è il fatto che su di lei era stata posta un’assicurazione sulla vita, un possibile movente per un delitto. Un paio di anni dopo a morire è suo marito, anche lui per strani sintomi, simili all’avvelenamento da stricnina, ma essendo già malato da qualche anno non vennero fatti maggiori accertamenti sul corpo.

FiremenBelleGHouse

Belle si trasferisce con i figli nello stato dell’Indiana, dove si stabilisce in una fattoria e si risposa. Anche il suo secondo marito, però, trova la morte qualche mese dopo il matrimonio, sempre in circostanze strane e con la solita assicurazione sulla vita incassata dalla vedova affranta. Da quel momento Belle inizia ad assumere molti contadini per aiutarla a prendersi cura della grande fattoria, e qui forse l’orrore ha trovato il massimo del suo sfogo, visto che la grande maggioranza di questi poveri contadini sparirono nel nulla, senza lasciare traccia. Dopo che anche un altro dei suoi figli trovò la morte in circostanze particolari, un enorme incendio distrusse la fattoria. La polizia ritrovò i corpi di tre bambini e di una donna senza testa, che si presume fosse proprio Belle Gunness. Indagini approfondite scoprono i resti seppellite di oltre 40 persone. Il mistero però si infittisce, considerando che secondo alcune stime il corpo di donna decapitato ritrovato tra le rovine della fattoria, in realtà non corrisponderebbe nelle dimensioni al fisico di Belle. Si iniziò a pensare che la feroce assassina avesse inscenato la sua morte per poi prendere un treno e fuggire verso est, rimanendo libera di uccidere ancora. Molti sono stati gli avvistamenti della donna nel corso degli anni, l’ultima dei quali risale al 1935 in Ohio, dopodiché della Vedova Nera non si seppe più nulla, avvolta nella bruma del mistero.

Questo è solo uno dei tantissimi casi in cui una donna assume il ruolo di assassina seriale e non, come in molti pensano, di vittima sacrificale della bramosia omicida degli uomini. Anzi, la storia di Belle Gunness dimostra semmai come la donna serial killer possa essere addirittura molto più pericolosa del suo corrispettivo maschile, proprio perché essa agisce in maniera più controllata e con tempistiche più dilatata, con maggiore pazienza, arrivando ad una freddezza interiore spaventosa. Nel caso della Vedova Nera probabilmente ci troviamo di fronte ad una mente malata ma, al tempo stesso, estremamente brillante, visto che alla fine con ogni probabilità ella è riuscita a scappar via, non pagando mai il suo debito alla società. E non sappiamo dire se la spietata assassina abbia ucciso ancora nei luoghi dove si recò dopo l’incendio della sua fattoria nell’Indiana. Una storia violenta che si chiude con un grosso punto interrogativo, un mistero insoluto.

Vincenzo Abate

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