IL MOSTRO DI FIRENZE

pacciani

Questa è una storia dell’orrore che fa paura, che provoca un sottile stato di terrore che penetra nell’anima di un individuo per non abbandonarlo più. Il punto più terrificante di questa vicenda è che è tutto vero. Per molti anni si è creduto che l’Italia non potesse ospitare assassini seriali, queste sono cose che appartengono più alla storia statunitense soprattutto, ma cosi non è, anche l’Italia ha i suoi casi tremendi di folli assassini. In questa storia, però, le cose non sono cosi semplici, non si segue il solito schema con l’assassino che uccide, viene scoperto e arrestato, no, stavolta l’incubo è più sottile, perché non si è sicuri di nulla. Degli uomini sono stati incriminati e condannati per i delitti del mostro, ma alcuni eventi hanno suggerito ipotesi molto più sconvolgenti, celate nel buio. Una verità che forse non sapremo mai, o che abbiamo già sentito tra le centinaia di ipotesi venute fuori, ed in questo modo sarà sempre più difficile distinguere gli eventi reali da opzioni fantasiose.

Come abbiamo già detto, questa è una storia del terrore, una lunga storia di omicidi che iniziano nel 1968 e si concludono ufficialmente nel 1985. L’arma dei delitti è sempre la stessa, una pistola Beretta Long Rifle calibro 22. Una striscia di sangue lunga 17 anni, un generale panico creato in tutta la provincia di Firenze, dove per anni i genitori hanno esortato i proprio ragazzi a non recarsi di notte in zone di campagna, terrorizzati dalla presenza del mostro, l’uomo nero, un autentico spauracchio per l’Italia intera.

Immagine

La lista degli omicidi commessi dal mostro è molto lunga:

–          21 agosto 1968 omicidio di Antonio Lo Bianco e Barbara Locci

–          14 settembre 1974 omicidio di Pasquale Genticolore e Stefania Pettini

–          6 giugno 1981 omicidio di Giovanni Foggi e Carmela De Nuccio

–          22 ottobre 1981 omicidio di Stefano Baldi e Susanna Cambi

–          19 giugno 1982 omicidio di Paolo Mainardi e Antonella Migliorini

–          9 settembre 1983 omicidio di Uwe Rush e Horst Meyer

–          29 luglio 1984 omicidio di Claudio Stefanacci e Pia Rontini

–          8 settembre 1985 omicidio di Jean Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot

In media, la modalità degli delitti era la seguente: nelle campagne intorno Firenze, una coppia si appartava con la macchina in zone poco illuminate, ed iniziavano a fare sesso. Il mostro spuntava fuori dal nulla e trivellava i ragazzi con ripetuti colpi di pistola, per poi tirarli fuori dalla macchina e colpirli selvaggiamente con il coltello. A molte ragazze sono stati praticati degli atti veramente bestiali, come l’asportazione del seno e della vulva con tagli fatti anche con una discreta precisione. Questi sono dettagli che ovviamente gettarono l’Italia, specie nei primi anni ’80, in un vortice di paura.

In quegli anni venne anche creata una “Squadra Anti Mostro” (SAM) che aveva il compito di trovare una soluzione al caso, vista anche l’enorme pressione esercitata dall’opinione pubblica nazionale, stanca e nauseata da questi brutali omicidi.

Ma le ipotesi sull’identità del mostro di Firenze ormai non si contano più, cosi come alcune teorie che dicono che dietro i delitti del mostro non ci sia un solitario serial killer ma bensì un gruppo di uomini assoldati da una qualche organizzazione esoterica. Per anni si è parlato anche di un fantomatico dottore, mandante degli omicidi. Difficile distinguere la realtà dalle supposizioni più assurde, ma in qualche modo si cerca di fare chiarezza su questo incubo vissuto dagli italiani per molti anni. Per molto tempo gli inquirenti fiorentini sono stati convinti che il mostro fosse Pietro Pacciani, un contadino che era già stato condannato per omicidio nel 1951. Ma se all’inizio si è pensato a Pacciani come un maniaco solitario, negli anni si è fatta sempre più largo l’idea che egli facesse parte di gruppo di assassini e di guardoni, i cosiddetti “compagni di merenda”. Pacciani era un uomo violento ed ignorante, che ha avuto diversi guai con la giustizia anche per abusi sulle figlie, ed era soggetto a collere improvvise che sconfinavano spesso nella violenza fisica e verbale. Insomma, l’incarnazione del mostro perfetto, un profilo che si adattava perfettamente al pericoloso maniaco che si aggirava nella campagne fiorentine. Quindi dovremmo supporre che con il suo arresto sia stato preso il mostro e che tutto sia finito? Forse… ma come abbiamo accennato precedentemente, questa è una storia dell’orrore atipica, dove il finale non è cosi scontato come potrebbe sembrare.

Mentre la sentenza di primo grado aveva condannato Pacciani, in quella d’appello il rozzo contadino viene assolto. Ci sono delle cose che non quadrano, perciò il potenziale assassino viene scarcerato. Secondo le testimonianze di alcuni uomini come Gianfranco Lotti e Mario Vanni, Pacciani non agiva da solo, ma faceva parte di un gruppo che era formato anche da loro e da altre persone, che si aggiravano nelle campagne alla ricerca di coppiette da massacrare. Si, ma a quale scopo? Si fa avanti perciò l’ipotesi di una setta segreta alle spalle dei delitti. Una setta esoterica che commissionava gli omicidi delle coppiette. Anche la morte di Pacciani risulta strana: egli morì per un attacco cardiaco, ma le analisi hanno dimostrato come egli avesse assunto dei farmaci totalmente sconsigliati per un uomo nelle sue condizioni, e quando venne trovato morto le finestre di casa sua erano spalancate e le luci spente, e questi sono fattori molto strani perché il contadino era ormai abituato a starsene rintanato in casa, con porte e finestre chiuse ermeticamente, a detta di qualcuno per paura. Forse per timore di possibili ritorsioni della setta che lo aveva spinto assieme ai suoi compagni di merenda a compiere quegli atti mostruosi?

Importante la figura del dottor Francesco Narducci, un gastroenterologo di Foligno morto il 13 ottobre 1985 nelle acque del lago Trasimeno. In prima battuta la morte del medico è stata classificata come semplice annegamento (probabile suicidio), mentre negli ultimi anni gli inquirenti si sono convinti che Narducci sia stato assassinato perché facente parte di una setta esoterico-massonica che potrebbe aver ordinato i delitti delle coppie. Altri presunti riscontri di un possibile movente magico-esoterico si sono avuti in occasione dell’ultimo delitto della serie, quello del 1985 a danno dei due turisti francesi; pochi giorni prima di essere assassinati i due si erano accampati in zona Calenzano ma erano stati invitati ad andarsene da un guardacaccia, in quanto il campeggio libero non era consentito in quella zona.In seguito lo stesso guardacaccia aveva rinvenuto, poco distante dal luogo in cui Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili si erano accampati la prima volta, tre cerchi di pietre, di cui due aperti ed uno chiuso, contenenti bacche, pelli di animali bruciate e croci di legno. Secondo il parere di alcuni inquirenti tali cerchi di pietre potrebbero essere ricondotti a pratiche di tipo rituale, da collegarsi con le fasi di individuazione, condanna a morte ed esecuzione materiale della coppia.

Gli ultimissimi sviluppi delle indagini portano alla pista di una setta esoterico-massonica sull’asse Firenze-Perugia. Narducci, che prima di morire era stato visto da alcune persone che lo avevano descritto come pallido e terrorizzato, è una figura chiave: i magistrati ipotizzano che egli fosse il custode dei reperti genitali e delle mammelle asportati alle vittime che sarebbero stati conservati nel suo appartamento. Un altro nome venuto fuori come di un possibile mandante insieme a quello di Narducci è Francesco Calamandrei, amico proprio di Narducci e titolare di una farmacia. Viene fatto anche il nome di un ex professore associato al Dipartimento di Dermatologia dell’Università di Firenze, Achille Sertoli.

Nel 2004 ennesimo colpo di scena sull’infinita indagine sul mostro. Gli investigatori intercettano alcune conversazioni fatte da Mario Vanni con un altro detenuto, secondo cui il vero e unico assassino delle coppiette sarebbe stato Mario Robert Parker, uno stilista di colore nato nel New Jersey e morto di aids nel 1996, che aveva abitato a Firenze e che sarebbe stato un frequentatore della setta satanica in cui era conosciuto con il nome di Ulisse. E’ certa anche la conoscenza tra lo stesso Parker e Narducci.

Questa è una storia dell’orrore che sembra non avere mai fine. Un grande mistero del Novecento italiano. Sui delitti del mostro di Firenze probabilmente non sapremo mai completamente la verità dell’intera faccenda, ma ciò che appare, dopo tanti anni di indagini, più probabile è che la pista del solitario serial killer abbia meno attinenza con la realtà rispetto all’idea che dietro gli omicidi del mostro vi sia in il gruppo dei compagni di merenda di cui ha fatto parte anche Pacciani, uomini che uccidevano coppiette per portare dei feticci femminili a qualche uomo potente che faceva parte di una setta esoterica. Un mistero che continua ancora a spaventare ed a creare sgomento in tutti noi.

Vincenzo Abate

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...