ED GEIN

Ed Gein foto

Necrofilia: fissazione sessuale per la morte e per i cadaveri. Quando l’ossessione è orientata al rapporto sessuale effettivo con il cadavere si usa il termine necrotico, mentre la denominazione del rapporto specifico con un cadavere di sesso femminile è necroclesi.

E’ veramente difficile riuscire ad immaginare qualcosa di più orribile e perverso della necrofilia. Essa rappresenta il lato più malato della pazzia, una totale mancanza di quelle sensazioni, emozioni, di tutto quell’apparato emotivo che rende un individuo un soggetto cosciente e razionale. Ci muoviamo nei dintorni della sfera del disumano, di un qualcosa che non trova corrispettivi neanche nel mondo animale, perciò non possiamo nemmeno citare la parte istintiva che è nascosta in noi. La necrofilia è una peculiarità di alcuni esseri umani, persone che all’apparenza sembrano perfettamente sane e lucide ma che invece celano in loro l’abisso più profondo. Chi ha incarnato perfettamente questo abominevole profilo psichiatrico è Ed Gein, un modesto individuo che abitava a Plainfield, nel Wisconsin. Basti dire che la sua figura ha ispirato alcune delle pellicole dell’orrore più famose sui serial killer, tra cui Il Silenzio degli Innocenti, Psycho e soprattutto Non Aprite quella Porta: Gein ricorda molto il personaggio di Leatherface, il pazzo che uccide le sue vittime con una motosega nel celebre film di Tobe Hooper.

Ciò che accomuna Gein ai personaggi cinematografici di Leatherface e Norman Bates è, oltre agli atti mostruosi compiuti, la sua abitazione, una vecchia casa fatiscente posta in periferia di una minuscola cittadina sperduta come ne esistono a migliaia negli Stati Uniti, uno di quei luoghi che non vengono mai menzionati nella cronaca e che sembrano essere delle zone estremamente tranquille per vivere. Il più delle volte è proprio cosi, ma per gli abitanti di Plainfield invece le cose sono andate diversamente, il male si annidava tra di loro ed era nascosto proprio in una di quelle persone che sembrerebbero insospettabili. Ed Gein era conosciuto da tutti nella piccola cittadina, l’opinione su di lui era che si trattasse di un onesto lavoratore, un po strano ma assolutamente innocuo, che aveva svolto tanti piccoli lavoretti per la comunità e che era fondamentalmente ben voluto da tutti.

In realtà Gein non è tra i serial killer che hanno ucciso più persone, ma sicuramente egli è un primatista per gli orrori di cui è stato capace. Quando le autorità entrarono in casa sua si trovarono di fronte ad uno scenario estremamente disturbante, infinitamente peggiore di qualunque film. Una casa degli orrori.

Ed Gein ebbe un infanzia difficile e strana, soprattutto nel rapporto con sua madre, una donna luterana e fortemente religiosa, che aveva ispirato nel figlio la consapevolezza della totale immoralità del mondo circostante e l’odio verso le donne, considerate delle prostitute. Il giova Ed a dieci anni provò un forte orgasmo osservando il padre e la madre intenti a macellare un maiale, e venne sottoposto anche a dure punizioni corporali per i suoi istinti sessuali, che dovevano essere repressi. Alla morte della madre, nel 1945, Gein pianse in maniera isterica come un bambino, e secondo il parere di molti psichiatri quell’evento fu la causa che fece spezzare l’esile filo della sua sanità mentale.

Gein venne arrestato in seguito all’omicidio di Bernice Worden che venne ritrovata in casa sua decapitata e appesa a testa in giù. Egli uccise anche Mary Hogan, un impiegata che era scomparsa un po di tempo prima. Ma nelle sue confessioni emersero delle abitudine molto più terrificanti di questi omicidi: Ed Gein dichiarò di aver fatto molte visite notturne al cimitero violando circa 18 tombe da cui aveva preso pezzi di cadavere. Si pensa che Gein provasse eccitazione nell’avere contatto con la carne putrida dei cadaveri, aspetto che lo associa alla necrofilia. Di particolare importanza, nella sua confessione, vi è il racconto del dissotterramento di una donna che somigliava molto a sua madre. Gein la portò in casa per lavorarne la pelle e costruire cosi i suoi orrendi manufatti. Quest’ultima tremenda perversione lo accosta inevitabilmente al personaggio del film di Hitchcock, quel Norman Bates che in Psycho conservò il cadavere della madre in casa sua, una dimora molto simile alla casa della famiglia Gein. Ed scampò alla sedia elettrica visto che venne riconosciuto insano di mente e venne internato in un manicomio criminale dove morì nel 1984 per il cancro.

ed-geins-house

Un uomo dalle abitudini mostruose, un individuo che ha segnato l’immaginario di molti registi e di tutti coloro che si occupano dei casi di assassini seriali. Gein uccise forse solo due donne (anche se si pensa che possa aver assassinato anche altre persone) ma i suoi atti compiuti con i cadaveri lo rendono uno dei personaggi più abominevoli della storia americana. Per chiarire meglio l’enormità degli abomini di cui era capace mettiamo una lista di ciò che le autorità ritrovarono quando lo arrestarono. Casa sua era come l’anticamera dell’inferno, una casa degli orrori che siamo sicuri ha dato incubi a tutti coloro che sono entrati al suo interno.

Ecco la lista dei manufatti di Gein:

–          Quattro nasi

–          Alcune ossa umane

–          Dieci teste di donne utilizzate come decorazioni per la camera da letto

–          Le teste di Bernice Worden e Mary Hogans

–          Il cadavere di Bernice Worden, appeso a testa in giù, decapitato e sventrato

–          Pelle umana usata come tappezzeria per lampade da tavolo e sedie

–          Calotte craniche utilizzate come ciotole

–          Un cuore umano chiuso in una scatola

–          Due labbra umane che decoravano una finestra

–          Alcuni teschi

–           Un tamburo fatto di pelle umana

–          Femori usati come gambe da tavolo

–          Nove maschere fatte di pelle umana somigliante al cuoio

–          Una lampada con il manico fatto da una colonna vertebrale

Neanche il più visionario e folle dei registi avrebbe potuto immaginare qualcosa di peggio.

Vincenzo Abate

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