ALBERT FISH

Albert Fish fotoE’ oggettivamente difficile che un serial killer abbia una sola perversione all’interno della sua personalità disturbata, ma è quasi impossibile che le abbia praticamente tutte insieme. Ma un caso di tale mostruosità è realmente esistito: si trattava di un uomo di nome Albert Fish. Quest’uomo aveva all’interno della sua mente praticamente tutte le possibili perversioni mai registrate nella casistica degli assassini seriali.

Il signor Fish nacque nel 1870 a Washington, proveniente da una famiglia ai limiti della più assoluta povertà e con molti casi di disturbi psichici. Alla morte del padre, il piccolo Albert in tenera età viene affidato ad un orfanotrofio dalla madre, impossibilitata a crescerlo da se. Già dai primi anni il giovane mostra alcune stranezze di comportamento, e non lo aiuta l’incontro con un sadico insegnante che aveva l’abitudine di punire gli alunni vivaci sculacciandoli davanti a tutti i compagni di classe; inutile dire che tale umiliazione toccò ad Albert molte volte. Quando uscì dall’orfanotrofio, l’adolescente Albert disse “L’unica cosa che ho imparato li dentro è che mi devo far piacere tutto quello che fa male”.

Da adulto Fish si rivela un individuo che non riesce ad adeguarsi completamente alla società, prova ne è il fatto che cambia molti lavori nell’arco di alcuni anni. Nella sua vita da adulto ebbe quattro mogli da cui ebbe diversi figli, e con ognuna di loro mostrò comportamenti perversi. Ma questi comportamenti strani fatti con le mogli erano solo una minima parte delle bestiali perversioni che si annidavano nel suo cervello. Una mente malata, caotica, dove la ragione cede di schianto al buio della più cupa follia. Venne arrestato diverse volte, ma per un motivo o per un altro veniva sempre scarcerato. Dopo aver assassinato un uomo adulto, Albert iniziò a concentrare le sue attenzioni sui bambini: orribile il caso della dodicenne Grace Budd, figlia di una coppia con cui Albert aveva stretto un’apparente buona amicizia, che venne uccisa dal maniaco attraverso lo strangolamento, che poi ne fece a pezzi il corpo per divorarlo. In seguito Fish inviò alcune lettere ai genitori distrutti dal dolore, dicendo che il corpicino della bimba era tenero e saporito da mangiare. Quando la polizia riesce ad arrestarlo, Albert racconta di tanti altri omicidi da lui compiuti nel corso degli anni, addirittura le forze dell’ordine erano certe, per quanto non ci fossero prove a sufficienza, che le vittime di Fish fossero almeno una quindicina. Processato e ritenuto colpevole per l’assassinio della piccola Grace Budd venne condannato alla sedia elettrica, dove trovò la morte il 16 gennaio 1936.

Molti psichiatri tentarono di studiare la complessità delle perversioni di Albert Fish, rimanendo sconvolti dai risultati delle perizie che indicavano un profilo di un uomo che di umano non aveva nulla, o forse sarebbe meglio dire che in lui si racchiudevano tutte le bestialità che una mente malata possa concepire. Tra le pratiche perverse attuate da Fish, i dottori ne hanno riconosciute almeno diciotto, tra cui la coprofagia (ingestione di escrementi umani), flagellazione attiva e passiva (aveva l’abitudine di auto flagellarsi a sangue), masochismo, sadismo, castrazione delle vittime e auto castrazione, pedofilia, fellatio, cunnilingus, anilingus, cannibalismo, feticismo, oltre alla strana abitudine di infilare oggetti appuntiti dentro il proprio ano e in quello delle vittime. Addirittura aveva il vizio di inserirsi nello scroto degli aghi appuntiti; una radiografia della regione pelvica fatta in prigione rilevò la presenza di 29 aghi infilati nell’inguine e nei testicoli. Diceva di uccidere perché seguiva gli ordini di Dio, una prova del fatto che soffrisse anche di allucinazioni.

Di Albert Fish si possono solo ricordare certe mostruose abitudine e aberranti perversioni, in una infinità che si fa fatica ad accettare. Come sia stato possibile che una tale pazzia sia cresciuta nella mente di un essere umano rimane un mistero insoluto, un caso sconvolgente che non va dimenticato per tenere sempre presente le crudeltà che l’uomo può fare quando si allontana dalle ordinate strutture della ragione e dei principi morali. Il terrore si insinua in ognuno di noi al pensiero che possa un giorno rinascere un essere come Albert Fish, l’assassino di bambini, che dopo averli uccisi li smembrava e conservava le parti più tenere per cucinare i suoi terrificanti manicaretti, con un controno fatto di carote e patate per insaporire la carne… la carne di poveri bambini innocenti.

Vincenzo Abate

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4 thoughts on “ALBERT FISH

  1. Come già accennato nell’articolo, è stato veramente difficile tracciare un profilo psicologico adatto per Albert Fish, proprio perché in lui erano presenti tutte le possibili perversioni che possano esistere nella mente di un serial killer. Egli, in ultima istanza, è stato forse la peggiore incarnazione della follia più assoluta, la perversione fatta uomo!

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