ESISTE UN MOSTRO NEL LAGO DI GARDA?

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Sin dall’alba dei tempi, da quando il minimo barlume di raziocinio iniziò a svilupparsi nel cervello degli esseri umani, il mondo marino ha sempre creato un potente fascino e al tempo stesso un forte timore. Una paura che potremmo anche definire innata, un carico di tensione emotiva che accompagna l’uomo verso tutto ciò che non conosce, verso quelle dimensioni e quei mondi che egli non riesce a codificare e incasellare nel suo schedario di conoscenze universali. La conoscenza e il sapere sono sinonimi di sicurezza, gli individui si sentono maggiormente a loro agio quando esorcizzano una paura irrazionale tramutandola in una certezza scientifica.

Con lo sviluppo della tecnologia l’uomo ha ormai decifrato la grande maggioranza dei misteri che il nostro pianeta ci ha riservato, ma ancora oggi il mondo marino, o per entrare più nel dettaglio gli abissi profondi delle acque del mare e dei grandi laghi, suscitano nelle persone uno stato di ansia e di terrore. Una lettura antica e moderna al tempo stesso del concetto di Perturbante di Freud, un sentimento di forte ansia e timore verso un qualcosa che consideriamo vicino, familiare, ma al tempo stesso estraneo e pericoloso, come se vi fosse un qualcosa di celato e di terribile in una realtà che a prima vista ci appare innocua.

Nel corso dei secoli molti sono stati i miti che hanno avuto come protagonista il mare o i grandi laghi, possiamo pensare al celebre romanzo Moby Dick dello scrittore statunitense Herman Melville, in cui il capitano Achab è ossessionato dalla lotta con una gigantesca balena bianca, una metafora dell’uomo che si spinge al di là dei suoi limiti per conoscere e carpire i segreti che ancora la natura custodisce; un bisogno impellente di sapere, di dominare quelle forze della natura che appaiono come insormontabili, dopotutto è proprio questa la caratteristica peculiare dei grandi uomini della storia, il coraggio di affrontare situazioni al limite dell’impossibile. Il capitano Achab affronterà senza paura il gigantesco capodoglio, trovando la morte in un epico finale. Potremmo anche citare le innumerevoli segnalazioni che si sono avute nel corso dei secoli di avvistamenti di creature gigantesche venir fuori dalle acque come la celebre piovra gigante.

Citando i grandi laghi dobbiamo riferire innanzitutto del mostro marino più popolare dei nostri tempi, la gigantesca creatura che si nasconderebbe nelle acque dell’enorme lago di Lochness, in Scozia. Moltissime sono state le segnalazioni nel corso degli anni, ed ancora oggi la zona è divenuta patria di migliaia di appassionati che osservano con estrema e fanatica attenzione il lago cercando un segno della presenza del mostro, ormai conosciuto come Nessie.

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Il lago scozzese non è però il solo ad avere il suo mostro, almeno nell’immaginario popolare, in molte zone del mondo sono segnalate presenze di enormi rettili che ricorderebbero gli antichi dinosauri presenti in diversi laghi sparsi in tutto il globo. Probabilmente si tratta di superstizione e di una ricerca ossessiva dell’incredibile, del mostruoso, quel sublime inteso nell’esegesi operata da Kant, il grande filosofo dell’Illuminismo.

Ma forse non sempre possiamo parlare di superstizione, potrebbe essere riduttivo etichettare ogni cosa che non riusciamo a ritenere possibile come “assolutamente impossibile”, la nostra mente deve essere sempre aperta a conoscere e ad ammettere degli eventuali errori; non stiamo cercando di alimentare sciocche banalità per dar fondamento alla cieca credenza popolare, ma dobbiamo capire che nella mitologia si esprimono il più delle volte delle situazioni e degli universi realmente esistenti, raccontati e parafrasati con la forma letteraria del mito per permettere loro di resistere all’usura del tempo e dei secoli, per far si che tali riflessioni non si disperdano in uno spaventoso nulla.

Il caso da analizzare con attenzione avviene nei nostri giorni proprio nel nostro Paese, in Italia, precisamente nel lago di Garda. Sono ormai moltissime le testimonianze di persone che giurano di aver visto nelle acque del lago una sorta di enorme serpente marino, una mostruosità che ricorda molto da vicino il famoso mostro di Lochness. E’ possibile l’esistenza di una creatura preistorica che si nasconde nel lago di Garda? Ovviamente a livello razionale (per quello che intendiamo noi sia la ragione, ovvero l’accettare esclusivamente cose che rientrano in ambiti ben delineati) dovremmo dire di no senza indugio, ma come risulta pericoloso perdersi nelle farneticazioni della più esasperata superstizione può esserlo anche il non voler accettare di gettare lo sguardo oltre le convinzioni e le certezze scientificamente accertate. L’umanità è ancora in una fase adolescenziale dello sviluppo tecnologico e delle scienze, quindi non possiamo permetterci il lusso di precludere nessun tipo di strada o di teoria, anche se essa ci sembrasse a primo impatto delirante.

Non bisogna far finta di nulla, proprio perché nel caso specifico le segnalazioni intorno al lago di Garda iniziano ad essere un po troppe. Il popolare programma televisivo di Italia 1 Mistero si è interessato al problema, ed ha inviato una sua troupe a controllare il lago insieme ad alcuni esperti del settore; le conclusioni a cui sono giunti le conosceremo nella prima puntata del 2013. Lo scorso aprile ha effettuato delle ricerche sul posto un gruppo di esperti della Deep Explorers, un team composto da geologi, ingegneri elettronici e tecnici specializzati. Riportiamo le parole di uno di questi esperti:

“Con il nostro robot subacqueo abbiamo trovato una cosa che assomigliava ad un serpente. Il robot ha rilevato la forma sul fondale e si è avvicinato, ma dopo tre rilevamenti del sonar, al quarto quella sagoma non c’era più. Aveva una forma sinuosa e pareva avere la bocca aperta. Difficile potesse essere un banco di pesci”

Se un’équipe di professionisti arriva a dire cose del genere allora possiamo veramente porci degli interrogativi piuttosto seri, sgombrando la mente, senza farci ingannare dal nostro cosiddetto buon senso che ci ripete costantemente che certe cose non esistono e non possono esistere.

Il team di specialisti che studierà il problema insieme alla troupe di Mistero, inoltre, si recherà in una grotta che si trova a 50 metri di profondità sotto Isola Borghese, luogo in cui sono segnalati altri avvistamenti del mostro. Potrebbe essere uno dei nascondigli della gigantesca creatura.

C’è ovviamente la possibilità che si tratti solo di una bufala, di testimonianze false di buontemponi in cerca di un po di notorietà. Ma se sappiamo leggere bene il nostro passato possiamo comprendere meglio il nostro presente e rendere meno oscuro il futuro, la storia è una delle più grandi verità, ed in essa noi possiamo trovare molte risposte, anche su questo particolare argomento. L’Isola Borghese fu abitata sin da epoca romana, poi divenne un luogo dove i pirati che attaccavano le imbarcazioni nei laghi si nascondevano, mentre nel 1220 San Francesco d’Assisi giunse a visitare l’isola e, reputandola luogo ideale per una comunità di frati, grazie al suo carisma convinse il proprietario Biemino da Manerba a donargli l’area scogliosa della parte settentrionale, ove venne realizzato un piccolo romitorio. Ebbene, secondo le cronache, i monaci che abitarono l’isola in quegli anni si dice che fossero terrorizzati dalle acque che circondavano Isola Borghese. Il perché nessuno lo sa, non ci sono testimonianze in merito, ma possiamo ipotizzare un collegamento con il discorso che abbiamo portato avanti sin ora? Forse i monaci erano impauriti e scossi per un qualcosa che essi avevano in effetti visto nelle acque che si stagliavano dinanzi i loro occhi?

Vincenzo Abate 

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